Ago 17

Forse un giorno riuscirò a completarlo…

I.
Tristezza e felicità arrivano contemporanee e bruciano energie, aiutate dalla fervente attività del cervello, mulino a vento incontrollabile che macina pensieri. Vago stanco per questo paesino di provincia, perfetto solo in apparenza, in una caccia al tesoro facilitata, una gara semplice da vincere alla ricerca dei suoi tanti difetti. Questo posto vuole necessariamente ostentare la finta modernità acquisita col turismo di massa ma resta evidente l’incapacità di discostarsi, per quanto sia una scelta terribilmente criticabile, dalle proprie origini umili. La volontà tendente alla soddisfazione di un turismo ingordo di novità denota un’incultura della modernità, come se le informazioni arrivassero solo tramite una lontana eco. Un revival confuso con attualità, scordando che negli angoli resta la polvere e la sabbia. Paradossale che debba interrogarmi su quale sia il vero e moderno interesse di massa. Io, che scappo da esso.
In verità credo che solo la pesantezza dei miei pensieri renda il mio sguardo più penetrante e cattivo. Così come Bandini, accanito con le huarachas di Camilla.
Ovviamente non odio questo posto, sto vivendo semplicemente in una sorta di astrattismo, aquilone a disposizione del vento. E mi lascio portare dalle mie emozioni, e, soprattutto quando ho bisogno di andare in giro, vuol dire che ho pensieri negativi da smaltire. Sono qui per lavoro ed approfitto del tempo utile per rimuginare un po’ sugli eventi che ultimamente si sono susseguiti senza sosta. Intanto mi guardo riflesso nella vetrina della Cassa di Risparmio e mi soffermo sul desiderio di vedermi fisicamente migliore. Eppure non sono così male. Non cedo all’autocritica e sorrido. Sorrido involontariamente anche alla donna delle pulizie dietro il cristallo che mi guarda carica di aggettivi: sudata, affaticata, incuriosita e dubbiosa.

Negli ultimi giorni sono stato capace di dichiarare frasi pesanti delle quali, tuttavia, sono fermamente convinto.

II.
—Bisogna che tu capisca bene cosa vuoi.— la mia psicologa di fiducia, C., ha sempre la soluzione.
Scontata, è vero, ma è pur sempre la soluzione che cerco. Non fosse altro che la frase che non voglio dirmi assolutamente.
C. ha frasi lucide per me quanto io per lei. Siamo due esseri in-capaci di evitare “l’autolesionismo consapevole” che hanno scelto il vicendevole soccorso.
Lei soffre le amicizie come me ma le affronta in modo diametralmente opposto: io, all’occorrenza, le evito senza pietà, lei invece lascia che le invadano impunemente il campo. E poi si lamenta con me!
— È incredibile come certi sentimenti si somiglino, sei sicuro di non confondere tutto questo con possessività? — indagava spesso sui sentimenti e sulle loro somiglianze, credo derivi dal fatto che sia una persona molto viscerale, che vive di sentimenti con certificazione di origine controllata. Non proprio come me, che amo confon-dere le cose ed estrarre tutto da un calderone bollente. — Ad esempio, io ancora sobbalzo alla vista di quell’auto. Anche se quello che ho fatto allora non mi rende propriamente orgogliosa. —
— Sai bene che ti richiamerei tra due minuti se non mi raccontassi tutto adesso! — credo sia un tacito accordo, che a negazione, ci porti a rispondere vicendevolmente con un incoraggiamento al dialogo.
— Squallida, mi ha fatto sentire squallida. Ho fatto cose brutte e delle quali non vado fiera. Ho agito semplicemente per senso di sfida, come quella volta che mi obbligò ad uscire in tre e mi teneva la mano di nascosto sotto il tavolo. Di certo non avevo molto di che vergognarmi — raccontava con voce tentennante — visto che la sua fidanzata se la spassava col suo migliore amico… —
— Ma la lotta è impari, tu non “te la spassavi” con lui. Mi sembra tanto un semplice gioco a non farsi scoprire. —
— A dirla tutta io credo che lei sapesse tutto e non si preoccupasse minimamente. Una volta Lui mi ha seguito e me lo sono ri-trovato nel bagno del locale, «ho bisogno di trascorrere cinque minuti da solo con te». Ovviamente ne restai allibita e provai ad uscire. Nello stesso istante notai Lei in lontananza che osservava la scena, mentre la porta veniva prontamente chiusa e trattenuta da lui. —

Sentire le mani nella mia anima; essere affascinato da movenze calme; ammaliato dalla sicurezza della presenza perenne; saggezza di maturità; assenza di stupidi sospetti; che lei sia consapevole del mio ruolo indipendentemente dalle impressioni.
Ecco cosa vorrei.
Ormai confondo gli anni e le date. Ho memoria per gli eventi ma non riesco più a collocarli nel tempo. Io vivo tutto al presente e non riesco più minimamente a catalogare in un ordine razionale le cose. Ma cosa c’è di male in questo? Per tutti coloro che si offendono basterebbe pensare che sono con me sempre. Non trovo un de-litto nel disordine personale.

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Lug 13

Domani prenderò il treno che mi riporterà a Rimini.
Passo mesi in completa inutilità, e poi invece bastano un viaggio e due occhi disponibili
per essere investito da miliardi di emozioni.
Ultimamente uso frasi scontate come in questo periodo di saldi sfrenati.
Con la stessa proporzione degli sconti, abbasso la pretesa verso sentimenti meno complessi
e mi godo anche le piccole cose.
Ho letto quasi tutto Norwegian wood di Murakami Haruki
ed ho riconosciuto in quelle parole porzioni intere del mio personale pensiero.
Ho provato poi la sensazione di non essere parte del genere umano.
Mi sono sentito spesso al di fuori di ogni categoria socioculturale. Ero un alieno.
E non saprei dire come mai.
Forse perchè in effetti lo sono. E non credo che questo possa essere considerato un bene nè tantomeno ribelle, alternativo o controcorrente. Semplicemente un’anomalia cromosomica
che potrebbe essere teorizzata in una nuova patologia (forse ereditaria) psichica.
Sto provando di nuovo emozioni cardiache che purtroppo devo tenere a bada.
Ho parole che restano inchiodate alla gola per l’obbligo delle promesse.
Promesse fatte a me stesso.
“E se solo tu capissi che tutto questo potrebbe essere realtà…”
Domani viaggerò ancora: Il giovane Holden e Chiedi alla polvere mi accompagneranno.
Giusto perchè vorrei provare ad essere più americano e meno giapponese in questo periodo.

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Lug 01

- So che esiste nel mondo una persona che mi ha amato come nessun altro poteva. Raggiungendo il massimo delle sue possibilità.
- La felicità è ad un passo.

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Apr 10

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Apr 05

5 Aprile 2008 - Lettera al futuro n°1
Immagino che sui libri di scuola abbiano deciso di eliminare quella pallosissima preistoria, consentendo al programma di arrivare fino ai giorni vostri.
Io ho sempre studiato, nella migliore delle ipotesi, fino alla prima guerra mondiale.

Ecco la mia storia contemporanea.
Qui a Napoli è il disastro più totale. Credo che gli interessi camorristici siano passati su altri fronti, forse imprenditoriali, pertanto si aspetta che l’emergenza rifiuti (ebbene sì, faccio parte di quella porzione di popolazione che ancora non sapeva smaltire i rifiuti, accumulandoli lungo le strade) generi un’epidemia con relativi fondi europei a pagare -profumatamente- le aziende per lo smaltimento.

Esiste una paura generale della criminalità. Utilizziamo normalmente quelle che i visitatori settentrionali, vedendoli, definiscono “padelle rosse”. La ditta che li produce li ha chiamati Blindosterz, pezzi di ferro circolare che bloccano lo sterzo per evitare che rubino l’auto. Strumenti medievali degni delle più complesse cinture di castità. Per lo stereo ancora nessuno blindoster. Staremo a vedere.

Sul fronte musicale non posso lamentarmi. In questo momento sto ascoltando gli Almamegretta, che hanno prodotto un nuovo album al quale ha partecipato Raiz, vecchia voce del gruppo, uscito per tentare la carriera da solista. Questo mi fa bene sperare in un piccolo ritorno al passato.
Paradossale che io abbia voglia di comunicare col futuro sperando che torni il passato più sereno e spensierato.

L’amore… continuo ad amare l’illusione che mi costruisco. purtroppo più vado in alto col cuore più rovinosa è la caduta. Mi stupisce la mancanza di dolore, forse si tratta più di consapevolezza acquisita. Su questo tema, probabilmente, non avrò mai consigli da dispensare!

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Mar 25

Ci sono tre bambini che mi saltano alla mente pensando al futuro: Giulia, Filippo e Marcello.
Sono tre bambini appartenenti alla generazione successiva alla mia, quelli che con buona probabilità riterranno il mio mondo (e del tuo, lettore del 2008) obsoleto e con canoni dissonanti dai propri.
Penso che nella loro età matura, quella dove avranno bisogno di un punto di riferimento, possa essere utile avere qualcosa da leggere, sottolineare o contraddire.
Penso già a quando leggeranno di problemi ormai risolti e rideranno per la tragica lettura che ne avremo avuto.
Scriverò al futuro, rivolgendomi a loro e scrivendo delle mie vicende, del mio mondo distorto dai miei occhi utopici. Un punto di vista del quale fidarsi, attinente o meno ai fatti, o meglio la mia realtà.
Ricordo nitidamente i racconti di mio nonno che man mano perdevano di fedeltà, si riempivano di ricordi confusi, ma che avevano tutto il fascino e le parole di un tempo.

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Nov 09

Esistono persone alle quali, per quanta credibilità tu possa dargli, scadono sempre in comportamenti puerili e stupidi.
Fortunatamente queste persone scompaiono per loro volontà, senza sapere che in questo modo soddisfano il naturale desiderio delle persone oneste e coerenti di non averci più a che fare.
Io continuo sulla mia strada, sapendo di poterla percorrere sempre a testa alta.
Restano pochi tentacoli da staccare, ma le ventose hanno uno schiocco che produce un suono che mi riempie di gioia!

Scritto da golem

Ago 27

Io lo so che per qualcuno (vedi Mros, che, beata, sta pure in vacanza!) le canzoni degli almamegretta saranno abusate e strasentite, ma io non posso fare a meno di sentirmi rappresentato in determinati momenti da canzoni del genere…
Non cerco nessuno in particolare, se non la sensazione di aver trovato. buon ascolto! (allego traduzione per bergamo e provincia)

Che sto’ cercanno chesta notte ancora / cosa sto cercando ancora stanotte
‘na voce ca quasi me vo’ bbene / una voce che quasi mi vuol bene
ca doce me scerea comme acqua ‘ngoppo ‘e pprete / che dolce mi strofini come acqua sulle pietre
stu core mio nun sape addo’ te adda’ cerca’ / questo mio cuore non sa dove deve cercarti

e passa ‘o tiempo passa sta vernata / e passa il tempo passa questo inverno
si chiammo ‘o nomme tuojo tu nun rispunne / se chiamo il tuo nome tu non rispondi
ma a vita È comme ‘a luna int’ ‘a nuttata / ma la vita è come la luna nella notte
ca se annasconne e po’ torna a schiara’ / che si nasconde e poi torna a risplendere

i’ respiro / io respiro
ma nu abbasta ancora nun abbasta / ma non basta, ancora non basta
nun abbasta si nun rispiri tu vicino a me. / non basta, se non respiri tu vicino a me.

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Ago 26

Pare sia diventato di moda… e allora pure io mi sono fatto il test psicologico QUI
Ecco il risultato
Orientamento: Estroverso - Funzione dominante: Intuizione
Funzione d’appoggio: Sentimento - Funzione terza: Pensiero
Funzione inferiore: Sensazione - Tendenza: Percettiva

Questo tipo è motivato dalle novità e dalle possibilità che la sua intuizione riesce a cogliere. è curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. è empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. è anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare. Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed è molto leale nei confronti dei suoi amici. è una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. è sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi. Ai suoi occhi non c’è niente che non abbia una qualche soluzione! è dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. è indipendente e non è un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall’autoritè e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creatività per aggirare le regole se le considera inutili o superflue! La sua funzione inferiore è la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantitè di idee ma puè non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti puè portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non è generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attivitè. Appoggiandosi piè al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente allèanalisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro è piè adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. è comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficoltè. è un entusiasta, è interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.

Scritto da golem

Ago 22

Voglio consigliare a tutti un blog che ho scoperto da poco, per caso.
Il blog “Meibi”.
Ho notato che in uno degli ultimi post il bloggher è stato tacciato di essere triste.
Io non lo trovo così, credo che ci siano momenti della vita e frasi che puntualmente ci vengono propinate che devono essere smontate, dismesse, sdrammatizzate.
CarloC e M@Mi ci riescono benissimo, strappandomi spesso sonore risate.
Altro che tristi, descrivono alla perfezione l’ironia di certi momenti della vita.
Stai su!
grandiosa!

Scritto da golem